di don Massimo Mapelli
Abbiamo vissuto il periodo pasquale appena trascorso insieme ai nostri ragazzi, tra Napoli, Pompei e Salerno, condividendo giorni semplici, fatti di strade percorse e incontri significativi. Intanto, il nostro furgone rosso partiva per l′Ucraina: lo abbiamo prestato ai Lions, che portano aiuti e presenza alle vittime di quelle tragedie che sono tutte le guerre.
Tra le strade di Spaccanapoli, nel cuore della città, nel mezzo del suo caos vivo, abbiamo incontrato la processione del Venerdì Santo, che si muoveva con le statue e i portatori incappucciati mentre attorno continuava indifferente la vita commerciale. Una scena che mi ha fatto pensare alla Gerusalemme che accolse Gesù duemila anni fa.
Abbiamo poi vissuto un momento davvero intenso andando a contemplare in silenzio il Cristo Velato. Un′opera che colpisce, che riempie il cuore di fede, di meraviglia e di incanto. È l′umanità di Gesù che si offre nella sua divina capacità di amore. Anche i nostri giovani ospiti, molti arrivati in Italia da poco e di altra fede, hanno vissuto lo stupore che il bello e l′arte sanno trasmettere a ogni cuore che sa ascoltare.
La domenica di Pasqua abbiamo fatto tappa a Pompei dove i ragazzi hanno scoperto la ricchezza e la storia del nostro Paese camminando tra le vie degli scavi più famosi del mondo.
A Salerno siamo stati ospitati dai Missionari Saveriani. Qui abbiamo incontrato Padre Vittorio (nella foto): 85 anni, di cui 53 passati in Sierra Leone, accanto ai bambini e alle bambine soldato. Ne ha salvati più di 200, a rischio continuo della sua vita, strappandoli ai ribelli e riportandoli alle loro famiglie. Ci ha raccontato cose dure, ma resta pieno di entusiasmo e di positività. Fa pensare a quanti missionari e missionarie, lontano dai riflettori, si impastano di umanità trasformando la morte in vita, il dolore in amore, l′ingiustizia in giustizia.