12-06-2026

Dall′aula alla Masseria: gli studenti del Meroni di Lissone e l′incontro con la legalità


Un percorso di educazione alla legalità che ha coinvolto quasi 200 studenti tra incontri in aula, lettura del libro Insieme si può e una visita a Libera Masseria. Protagonisti dell′iniziativa sono stati gli studenti dell′Istituto Meroni di Lissone, accompagnati dalla professoressa Orietta Forte, referente per la legalità dell′istituto. Due i momenti centrali del progetto, che si è svolto tra aprile e maggio: l′incontro a scuola con don Massimo Mapelli ed Elena Simeti dell′associazione Una casa anche per te e la successiva visita di tre classi alla Libera Masseria di Cisliano, bene confiscato alle mafie e oggi luogo di accoglienza e inclusione sociale.

Professoressa Forte, come è nata la collaborazione con Una Casa Anche Per Te e Libera Masseria?

Conoscevo Elena Simeti da molti anni. Ci eravamo incontrate durante un evento in Regione Lombardia dedicato al tema delle donne contro la mafia. In quell′occasione lei aveva raccontato l′esperienza della Masseria e io avevo presentato alcune attività svolte a scuola. Quest′anno ci siamo ritrovate durante un corso promosso da Libera e da lì è nata l′idea di costruire un percorso per i nostri studenti.

Come si è sviluppato il progetto?

Abbiamo coinvolto gruppi diversi di studenti. Cinque classi hanno partecipato all′incontro in istituto con don Massimo ed Elena. Tre di queste avevano letto il libro Insieme si può e avevano lavorato sul testo in preparazione dell′incontro. Successivamente tre classi seconde, che avevano già affrontato percorsi sulla legalità con Libera, sono state accompagnate in visita a Libera Masseria. Conoscevano il tema delle mafie, ma non la realtà della Masseria, che per loro è stata una scoperta.

Come si è svolto l′incontro a scuola?

Don Massimo ed Elena hanno raccontato la storia della Masseria, il lavoro che viene svolto ogni giorno e il significato della restituzione sociale dei beni confiscati. I ragazzi hanno partecipato molto. Le domande sono state numerose e anche spontanee.

Quali aspetti hanno colpito maggiormente gli studenti?

Li ha colpiti soprattutto il racconto dei minori stranieri non accompagnati accolti in Italia. Don Massimo ha spiegato le storie di ragazzi che arrivano dopo esperienze di violenza, sfruttamento e privazioni. I nostri studenti hanno percepito che si trattava di loro coetanei e questo li ha portati a guardare certe realtà con occhi diversi.

Che cosa hanno trovato invece visitando Libera Masseria?

L′esperienza diretta è stata molto significativa. Hanno visto concretamente un bene confiscato e hanno capito cosa rappresenta la ricchezza accumulata dalle mafie. Ma soprattutto hanno incontrato persone e storie. Sono rimasti sorpresi anche dalla figura di don Massimo, molto diversa dall′immagine che spesso hanno di un sacerdote. Hanno visto cosa significa cittadinanza attiva e hanno respirato un clima di semplicità e autenticità.

Il libro Insieme si può che ruolo ha avuto nel percorso?

Le classi coinvolte lo hanno letto insieme agli insegnanti di lettere. Successivamente sono entrata nelle classi per discuterne e preparare l′incontro con l′autore. All′inizio alcuni ragazzi si aspettavano un racconto più narrativo e hanno trovato più impegnative le parti dedicate ai passaggi della confisca. Poi però si sono appassionati alle vicende umane, all′impegno collettivo e alla trasformazione del bene confiscato. Hanno apprezzato molto il linguaggio semplice e accessibile con cui vengono affrontati temi complessi.

C′è un episodio che le è rimasto particolarmente impresso?

Durante l′incontro a scuola, al termine dell′intervento, uno studente ha chiesto a don Massimo: "Ma lei non ha paura?". Mi ha colpito perché significava che aveva compreso fino in fondo il valore e anche il rischio che può comportare un certo tipo di impegno. Alla Masseria, invece, mi ha colpito vedere i ragazzi completamente immersi nell′esperienza: ascoltavano, partecipavano, stavano insieme. Durante il pranzo hanno visto don Massimo servire la pasta ai tavoli. Era un′immagine semplice, ma molto significativa. Mi ha ricordato l′oratorio di una volta, un′esperienza di comunità che molti di loro oggi non hanno occasione di vivere.

Quanti studenti sono stati coinvolti complessivamente?

Circa 120 studenti hanno partecipato all′incontro in istituto, ai quali si è aggiunta una classe dell′Istituto Hensemberger di Monza. Alla visita presso Libera Masseria hanno preso parte circa 70 studenti delle classi seconde degli indirizzi legno e servizi commerciali e pubblicitari.

Quale messaggio pensa sia arrivato ai ragazzi?

Credo che abbiano capito che la legalità non è un concetto astratto, ma qualcosa che riguarda le persone e le scelte quotidiane. Il messaggio centrale del libro e dell′esperienza della Masseria è che ciascuno può fare la propria parte. Dalle domande spontanee emerse durante gli incontri ho percepito un interesse autentico. E questo, per chi lavora nella scuola, è già un risultato importante.